Quei 7 centesimi che Apple pretendeva, ingiustamente

02/02/2009 07:00 CET

di Fabio M. Zambelli

00000a_fotonews001Cambia l’IVA in Irlanda ed è giusto che Apple faccia pagare l’aumento ai clienti anche se pubblicizza prezzi finali che dovrebbero comprenderla interamente? Solo perdendo tempo lamentandosi fa ottenere giustizia.
Dal primo dicembre 2008 alcune percentuali dell’IVA irlandese sono aumentate, dal 21 al 21,5%

Ci interessa? Sì se siamo clienti di multinazionali che anni fa vedevano l’apertura di una sede europea in Irlanda come il modo di pagare meno tasse e realizzare fatturati sempre maggiori anche nel Vecchio Continente. Apple Sales Internation ha sede all’Hollyhill Industrial Estate nei paraggi di Cork, in Irlanda

Non ci dovrebbe importare molto, comunque, visto che i prezzi indicati da Apple sono quasi sempre comprensivi di tasse. Il cliente comune, non possessore di partita IVA, che deve effettuare un acquisto di un prodotto o di un servizio non si deve curare di questi problemi fiscali.

Ne siamo sicuri?

Il lettore Andrea Govoni della provincia di Ferrara vuole condividere con noi la sua disavventura, risolta positivamente.

05647b_rinnovomobilemegovoni

Come vedete dallo screenshot che ci ha cortesemente inviato il lettore, attraverso il pannello dei rinnovi online di MobileMe, l’ordine effettuato era per un abbonamento più due account di sola posta elettronica. Totale 99 euro.

Il prezzo dei singoli account di posta elettronica da 10 euro comprende una percentuale di tasse non specificata, ma il prezzo è finale. Tuttavia Apple ha addebitato un prezzo di 20,07 euro per questa aggiunta ed il lettore ha chiesto subito spiegazioni.

La risposta di Apple è stata: “la VAT – Value Added Tax irlandese è aumentata dal 21 al 21,5% e siccome gli account europei di MobileMe sono venduti da Apple Sales International con sede in Irlanda, la fattura inviata rispecchiava il 21,5% di VAT, in base alle leggi sulle tassazioni UE”.

Giustamente il signor Govoni ha risposto che le cose non stavano proprio in quei termini, mettendo in copia sia la nostra redazione che le associazioni dei consumatori irlandese ed italiana: “sono sicuro che, in base alle leggi sulle tassazioni UE, dovete vendere i prodotti al prezzo pubblicato e, siccome voi avete indicato 10,00 euro VAT compresa, avete sbagliato a non informare il cliente del cambiamento, ma ancora adesso il prezzo indicato è 10,00 euro”.

La questione di principio dei 7 centesimi extra voluti da Apple si è conclusa positivamente, Apple ha risposto che il cliente riceverà un rimborso ma che dovrà spedire la copia dell’estratto conto della carta di credito. L’associazione dei consumatori irlandese aveva subito risposto che era disponibile ad assistere il cliente, quella italiana è rimasta dormiente.

Che sia il cliente a dover accollarsi i rischi di una tassazione maggiore invece che l’azienda, se proprio deve essere, che sia almeno esplicitato. Apple non lo ha fatto. Gli Apple Store Online chiariscono alla voce “tasse” le varie percentuali ma non importa finché Apple pubblicizza i prezzi finali e comprensivi di IVA. Altrimenti che Apple faccia come negli USA dove i prezzi sono sempre senza le tasse locali.

Cogliamo l’occasione per ricordare che, in linea di massima, MobileMe è meglio non ordinarlo dall’Apple Store online perché nel pacchetto non c’è altro che un foglio con scritto un codice e questo deve essere spedito al vostro domicilio, facendovi sostenere anche il costo del trasporto. Invece di 79 euro (prezzo di tutti i rivenditori e del rinnovo online) andreste a pagare 88,48 euro.

05647c_prezzomobileme



setteB.IT – la settimana digitale vista dall'utente mac