Per Riccardo Rossi: “per fortuna che c’è Apple”

04/12/2006 16:00 CET

di Fabio M. Zambelli

L’attore Riccardo Rossi ci racconta la sua esperienza con i Mac e gli iPod. Se andate al teatro Parioli per assistere alle ultime repliche di “Per fortuna che c’è Riccardo” ecco uno sconto imperdibile.

L’attore Riccardo Rossi ci racconta la sua esperienza con i Mac e gli iPod. Se andate al teatro Parioli per assistere alle ultime repliche di “Per fortuna che c’è Riccardo” ecco uno sconto imperdibile.
 
Abbiamo incontrato l’attore di cinema, televisione e teatro, oltre che scrittore di divertenti libri di successo, Riccardo Rossi. Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza con i prodotti Apple, lui che li usa e ama da tanto tempo.

A fine di questa settimana andranno in scena al teatro Parioli di Roma le ultime repliche del suo spettacolo “Per fortuna che c’è Riccardo” dove, ormai non più a sorpresa, censirà quanti utenti Mac sono presenti in sala.

Vogliamo dimostrargli che siamo in tanti?

Bene, grazie al teatro Parioli ed a Riccardo Rossi, potete recarvi venerdì 8 (ore 17), sabato 9 (ore 17) o domenica 10 dicembre (ore 21,30) ad assistere allo show ad un prezzo eccezionale, solo 10 euro! Sarà sufficiente portare la stampa di questo articolo e pronunciare la “parolina magica”: setteB.IT.

Fatevi un po’ di sane risate, anche alla faccia di chi utilizza i PC con Windows.

Ecco cosa ci ha raccontato il simpatico Riccardo.


setteB.IT > Dal tuo ultimo spettacolo teatrale “Per fortuna che c’è Riccardo” si evince che sei un fan di Apple. Esigenze di copione o storia vera?

Riccardo Rossi > Ovviamente storia vera, e insieme a D’Alisera, che è l’altro autore dello spettacolo ci siamo trovato d’accordo nel ritenere il 14 gennaio 1984 una data storica dei tempi moderni. Il pezzo ha avuto una difficile genesi, c’era tanto materiale e poi con Fabio Di Iorio abbiamo optato per le straordinarie caratteristioche dell’iPod unite alla “bruttezza” sia del logo IBM che al suo aspetto “sinistro” (leggenda di Kubrick, per capirci).

setteB.IT > Sei un fan di Apple perché come tanti ci sei arrivato negli ultimi anni grazie all’iPod o sei uno dello “zoccolo duro” che ci è arrivato prima, ovvero che usava il Mac?

Riccardo Rossi > No, sono un Mac user dal gennaio 1991 quando vennero messi in offerta i Macintosh Classic, dotati del System 7. Compresa subito dopo una stampante StyleWriter. Nel 1998 (dopo un paio di brutti Performa che manco mi ricordo), un grande acquisto nel 1998: un iMac Special Edition DV. Graphite, fantastico! Gli sono molto affezionato: e come sapete aveva iTunes col quale non sapevo cosa farci e ti dirò nemmeno in tanti lo sapevano, nessuno poteva immaginare l’iPod!

setteB.IT > Pare che tanti artisti italiani e stranieri (attori, registi, musicisti, pittori, designer, etc.) preferiscano il Mac al PC, secondo te è un caso o ci sono affinità tra una mente creativa e un computer di Cupertino?

Riccardo Rossi > È ovvio che un artista non vuole perdere tempo a capire come funziona il computer e la Apple ha sempre comunicato in maniera accattivante questa caratteristica!



setteB.IT >
Di quanti anni andiamo indietro se pensi al tuo primo approccio con un Mac? Come l’hai scoperto, che ci facevi allora e, dopo tanti anni, che ci fai adesso?

Riccardo Rossi > L’ho usato per scrivere con Word e ho cominciato a catalogare le mie videocassette con FileMaker Pro, oggi ovviamente uso tutte le iApps e spero presto con Keynote di farci i miei show!

setteB.IT > Solo lavoro o anche gioco, informazioni, tempo libero davanti allo schermo del Mac? Quale modello possiedi oggi (se più di uno sentiti libero di elencarli tutti, qui nessuno si annoierà a leggere la lista).



Riccardo Rossi >
Gioco niente, nemmeno uno, Internet per le news spessissimo, e poi molto tempo su iTunes, che è il programma che preferisco (anche iPhoto ma a periodi). Al momento ho un PowerBook G4 con 1 GB di RAM, mi trovo benissimo e vi confido una follia: ho ancora 10.3.9 perché ho paura che sul 10.4 non possa girarci iPhoto 4.0.3 che secondo me è il migliore! Mi manca moltissimo Spotlight ma resisto…



setteB.IT >
In teatro usi un Mac, tu o i tuoi collaboratori (magari i tecnici), per realizzare lo spettacolo o parti di esso?



Riccardo Rossi >
Purtroppo per le proiezioni in teatro è usato un PC perché così ha deciso la produzione, questo però mi solleva da una serie di problemi di cui non mi devo occupare. Inoltre, se si rompesse con me in scena, il tecnico sa benissimo che ironizzerei molto con “Avete visto???” con il pubblico… quindi sta molto attento!



setteB.IT >
L'”esperienza iPod” ti ha toccato o t’interessa marginalmente. Ce l’hai l’iPod? Te l’hanno regalato ed è restato in un cassetto o ti precipiti a comperare l’ultimo modello appena uscito?



Riccardo Rossi >
Dunque, ho un iPod mini prima generazione, un iPod nano appena uscito e basta, uso il nano in passeggiata o nei viaggi ed è di grande compagnia…



setteB.IT >
Ti rendi conto che esternare così la tua passione per il Mac ti può far vedere dal tuo pubblico/amici/colleghi in tre modi diversi? Grande stima di chi come te conosce (e quindi ama) il Mac. Odio di chi ritiene che il suo PC con Windows sia (povero obnubilato) migliore. Grandi punti interrogativi lampeggianti sulla fronte dei tuoi interlocutori.



Riccardo Rossi >
Ma no… difatto tutto è trattato con molta ironia e i PC sanno che in fondo in fondo ho ragione io, anche loro vorrebbero avere un “padre” come Steve Jobs!



setteB.IT >
Cosa non hai mai sopportato di un prodotto di Apple, passato o presente?



Riccardo Rossi >
Sul software ho qualche problema con i cambi di aspetto delle iApps, e con iPhoto come ti ho detto, sull’hardware niente da dire ovviamente…



setteB.IT >
Cosa non vedi l’ora che Apple crei per le tue esigenze più recondite?



Riccardo Rossi >
iTV, lo aspetto davvero con ansia e spero che diventi il media center, magari appoggiato a un Mac mini, che volevo da tempo!



setteB.IT – la settimana digitale vista dall'utente mac