SCOnfitta all’orizzonte contro il Linux di IBM

04/07/2006 12:00 CET

di Fabio M. Zambelli

00000a_fotonews001Un giudice dello Utah annulla due terzi delle contestazioni relative al Linux di IBM trascinato in tribunale nel 2003 da Caldera (poi diventata SCO), detentrice dei diritti su UNIX.

Un giudice dello Utah annulla due terzi delle contestazioni relative al Linux di IBM trascinato in tribunale nel 2003 da Caldera (poi diventata SCO), detentrice dei diritti su UNIX.

Di circa trecento contestazioni di SCO ancora attive nel procedimento legale contro IBM ne sono rimaste circa cento.

Il giudice Brooke Wells del tribunale distrettuale dello Utah ha emesso l'ordinanza che, nella guerra di carte bollate tra Caldera (poi diventata SCO) ed IBM, cancella 198 delle 294 prove portate da SCO contro il Linux (AIX e Dynix) "copione" adoperato da Big Blue nei suoi server.

La vertenza di Caldera (detentrice dei diritti su UNIX System V), avviata nel marzo del 2003, sta svuotando le casse aziendali nella convinzione che un tribunale possa, prima o poi, assegnare un risarcimento danni favoloso (stimato inizialmente attorno a 1, poi 3 e quindi 5 miliardi di dollari) che, finora, non si è mai nemmeno avvicinato all'ipotesi.

SCO è spesso rimasta sul vago del delineare con precisione le accuse verso IBM, nonostante le reiterate richieste dell'azienda di Armonk. Il giudice Wells non ha mai avuto dettagli precisi su queste voci, quindi le ha eliminate dalla causa.

Ecco il colorito commento di Wells: "se uscendo da un centro commerciale un tizio viene bloccato perché accusato di furto, è lecito che questo si veda accusare con precisione sui prodotti rubati, è assurdo che il poliziotto si limiti a dirgli 'tu sai cos'hai rubato ed è inutile che te lo dica io' oppure, indicandogli il catalogo del negozio, risponda 'è qualcosa contenuto dentro al listino, trovatelo'".

Il prossimo incontro/scontro di SCO con IBM è fissato per febbraio 2007.



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