WiMAX, per favore non facciamoci riconoscere!

13/10/2008 07:00 CET

di Fabio M. Zambelli

00000a_fotonews001Da pochi giorni sono partite le prime offerte commerciali del WiMAX, sperando che tutto vada bene l'attenzione del mondo è focalizzata sul nostro paese.
In Italia abbiamo perso gran parte delle sfide tecnologiche, quando va bene ci limitiamo ad andare in scia a quello che succede all'estero. E pensare che con i telefonini eravamo il punto di riferimento, ma lasciamo perdere.

Per descrivere cos'è il sistema WiMAX e quali prossime applicazioni reali, l'International Herald Tribune (la versione internazionale del New York Times) ha chiesto al reporter dall'Italia Eric Sylvers di seguire il lancio dei primissimi servizi commerciali. Ricordiamo che Linkem ha appena cominciato a vendere i collegamenti in due province e che altri sono vicini al lancio del servizio.

Facciamo una figuraccia e tutto il mondo lo saprà.

Operatori, fate funzionare WiMAX, preparate offerte commerciali credibili, abbiate ampie vedute. All'estero sono pronti a ridere dei nostri eventuali errori. Potremo per una volta dimostrare che siamo capaci di essere innovativi, contrariamente al pasticcio fatto con gli hotspot pubblici del Wi-Fi?

Negli Stati Uniti sta per partire WiMAX nella città di Baltimora con l'operatore Sprint, proprio mentre sempre più modelli di laptop arrivano sul mercato con uno slot per la scheda SIM della telefonia cellulare. La concorrenza sui sistemi per collegarsi a Internet si moltiplicano.

Secondo uno studio di ABI Research nel 2013 ci saranno 58,8 milioni di utenti mobile WiMAX, attualmente solo 2,2 ne fanno uso in quei paesi come il Pakistan e pochi altri dove le reti commerciali WiMAX sono partite.



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