Weekend senza Internet in Egitto: spam -85%

31/01/2011 07:05 CET

di Fabio M. Zambelli

00000a_fotonews001Se dalla rivolta sanguinosa contro Mubarak c’è qualcosa di positivo da trovare è la diminuizione dello spam egiziano. Aggiornato.
Da qualche giorno si è aggiunto alla lista dei tanti paesi in subbuglio (Albania, Algeria, Giordania, Tunisia, Yemen) anche l’Egitto.

05-10499b_berlusconimubarakLa tensione è così alta che il regime dell’80enne Hosni Mubarak (in carica dal 1981, secondo Parade nel 2009 il 20esimo peggior dittatore al mondo, a destra nella foto) ha deciso di chiudere il rubinetto di tutte le comunicazioni nel paese, così da almeno venerdì tutti o quasi gli operatori telefonici e di Internet hanno chinato il capo ed obbedito.

Pare però che solo un piccolo provider sia rimasto attivo per 80 milioni di egiziani, non Etisalat Misr, non Internet Egypt, non Link Egypt, non Telecom Egypt e non Vodafone/Raya (nessun traffico sulla backbone dell’italiana Seabone). Secondo Sophos solo l’8% dei cittadini ha potuto usare Internet in questo periodo.

In tutto questo brutto panorama di assenza di democrazia c’è una notizia positiva. I messaggi indesiderati di posta elettronica, detti spam, sono tracollati dell’85% nel fine settimana. Quelli provenienti dall’Egitto sono praticamente spariti.

Aggiornamento del 31/01/2011: idea geniale quella di accettare i messaggi per Twitter anche se non c’è accesso ad Internet per gli egiziani, attraverso una segreteria telefonica messa a disposizione da Speak to Tweet si possono lasciare i cinguettii ai numeri internazionali come +39.0662207294 (italiano) oppure +1.6504194196 (USA) e +973.16199855 (Bahrain), andranno tutti trascritti nella categoria #egypt.

Aggiornamento del 31/01/2011: anche l’ultimo provider Noor Group ha chiuso e l’Egitto è senza connettività Internet.

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