I documenti del caso Viacom vs YouTube

19/03/2010 07:00 CET

di Fabio M. Zambelli

00000a_fotonews001Scambi di accuse per delineare se YouTube ha voluto attirare visitatori con materiale che non poteva usare oppure se Viacom ha fatto gli upload subdolamente per trarne un doppio beneficio.
Quello che risulterà dal caso Viacom contro YouTube/Google sarà una giurisprudenza significativa per il futuro dei contenuti multimediali online protetti da copyright.

11-08445b_viacomcontroyoutubeDa alcuni anni uno dei più importanti studios di Hollywood ed il principale sito di filmati su Internet si fronteggiano per un uso apparentemente incontrollato di video del gruppo Viacom (Paramount, MTV, VH1, Comedy Central, Nickelodeon, CMT, BET, Spike, TV Land, etc). Lo scopo era attirare sempre più visitatori sul sito che il gruppo Google ha acquistato nel 2006 per 1,65 miliardi di dollari.

Viacom ha pubblicato una lunghissima serie di prove da “conversazioni” fatte tra i fondatori di YouTube e vari dipendenti/consulenti.

Tra le tante motivazioni portate in tribunale da Viacom (alcune, tra le più significative, sono accanto), sembra che più volte i co-fondatori Chad Hurley e Steven Chen abbiano cercato scappatoie legali più che agire direttamente levando dal sito i video per i quali non avevano diritto di pubblicazione online. Se YouTube diventava molto popolare poteva essere comperata per un sacco di soldi, ed è quello che è successo.

La risposta di YouTube non è tardata: è Viacom che ha segretamente uploadato video su YouTube e, nel frattempo, si lamentava della presenza di questi. “Non meno di 18 agenzie di marketing hanno lavorato al progetto, i video venivano in qualche modo deteriorati per sembrare che fossero stati rubati dagli utenti e spediti da luoghi pubblici per non lasciare traccia”.

Emerge anche che Viacom aveva provato a comperare YouTube prima di Google. L’anno dopo del passaggio di proprietà Viacom decideva di fare una causa da 1 miliardo di dollari a YouTube per i 62.637 video visti 507 milioni di volte.

Significativa è la vittoria di Mediaset contro YouTube/Google Video per i tanti filmati di “Grande Fratello” e non solo presenti senza autorizzazione sul sito.



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