Gli editori italiani non vogliono andare su Google News

27/08/2009 15:00 CET

di Fabio M. Zambelli

00000a_fotonews001L'antitrust apre un'istruttoria per verificare se la posizione dominante di Google incide sui fatturati pubblicitari dei giornali online. Google risponde: sono più quelli che vogliono entrare di quelli che vogliono uscire. Aggiornato.

L'antitrust apre un'istruttoria per verificare se la posizione
dominante di Google incide sui fatturati pubblicitari dei giornali
online. Google risponde: sono più quelli che vogliono entrare di quelli
che vogliono uscire. Aggiornato.
 
L'AGCM – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato di aver aperto un'istruttoria su Google Italia per abuso di posizione dominante.

La realtà è che gli editori italiani riuniti nella FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali hanno lamentato l'ingerenza dell'aggregatore Google News che "ruba" le notizie ai siti censiti.

Google avrebbe fatto sapere a questi editori (che non apprezzano la possibilità di essere linkati e di guadagnare traffico online) che, vista l'integrazione dei vari servizi di Google, se desiderano che l'indicizzazione delle notizie non appaia su Google News anche il resto dei siti dei giornali non sarà ricercabile dagli utenti del più popolare motore di ricerca.

La FIEG considera l'atteggiamento di Google Italia un ricatto non accettabile.

L'AGCM ravvisa la possibile violazione dell'articolo 82 del trattato CE.

Ricordiamo che su Google News non compare pubblicità e quindi non sembra che Google ci guadagni dal presentare un comodo aggregatore ai lettori in cerca di notizie (che qui possono leggere solo titolo e sottotitolo, non il testo intero), piuttosto è discutibile il metodo con cui Google decide autonomamente quali testate includere e senza motivazioni chiare e replicabili date dopo un rifiuto.

L'istruttoria avrà termine il 10 ottobre.

Aggiornamento del 27/08/2009: il blog di Google Italia ha tradotto la risposta di Josh Cohen, product manager di Google News (che evidentemente non era impegnato a spegnere il suo ufficio di Londra). In sintesi Google spiega che la "vetrina" delle notizie non svela tutto il testo ma solo il titolo e poche righe ancora, insomma solo quanto basta per mandare il lettore interessato al sito dell'editore che ha pubblicato la storia. Quello che succede dopo è una scelta dell'editore, se far pagare o no, se guadagnare dalla sua pubblicità o limitare l'accesso agli utenti registrati. Chi non vuole essere indicizzato ha vari sistemi a sua disposizione. Google News porta un miliardo di click al mese agli editori di notizie, molti traggono profitto da questo traffico grazie alla pubblicità sul loro sito. Google riceve di gran lunga più richieste di far parte di Google News di quanti vogliono uscirne.



setteB.IT – la settimana digitale vista dall'utente mac