De Benedetti come Murdoch sugli aggregatori di notizie

09/12/2009 22:00 CET

di Fabio M. Zambelli

00000a_fotonews001L’editore del gruppo L’Espresso interviene per allinearsi completamente all’idea di sfruttamento commerciale delle notizie, avviata dal magnate australiano.
Il premier Silvio Berlusconi non digerisce almeno due editori, questi sono Carlo De Benedetti e Rupert Murdoch. Da oggi i due personaggi sono accomunati anche sul concetto tanto discusso del “Google deve pagare per le notizie”.

50-07829b_carlodebenedettiAll’ex presidente di Olivetti non mancano i giornali, ma decide di scrivere al quotidiano della Confindustria, Il Sole 24 Ore, per spiegare le sue ragioni sull’argomento.

Carlo De Benedetti si rispecchia completamente nel veto di Murdoch, che diventerà realtà nel 2010, quando porterà gradualmente via da Google News ed altri aggregatori le testate del suo gruppo, ormai leggibili solo a pagamento sul web. A partire dal Wall Street Journal, esempio per tutti su come vendere abbonamenti.

Il proprietario della holding CIR non si fida di Google ed è convinto che il cavallo di Troia di Google News non faccia che arricchire il motore di ricerca di Mountain View, “una macchina straordinaria da raccolta pubblicitaria” che si limita a mediare i contenuti prodotti da altri.

Indifferente alle ultime prove di innovazione nel settore delle notizie su Internet come Living Stories, De Benedetti ritiene la revisione del concetto First Click Free ben poca cosa, ma meglio che nulla. Il pagamento dalla sesta notizia in poi rivela consapevolezza di Google del nervosismo provocato ad alcuni editori.



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