Comperato il brevetto “troppo simile” all’iTunes

04/12/2006 13:00 CET

di Fabio M. Zambelli

Svelato l‘accordo intercorso tra Apple e Contois per un sistema che sta alla base del funzionamento di un jukebox multimediale. Apple ora ha il coltello dalla parte del manico.

Svelato l‘accordo intercorso tra Apple e Contois per un sistema che sta alla base del funzionamento di un jukebox multimediale. Apple ora ha il coltello dalla parte del manico.
 
L'avvocato Michael Starkweather, dello studio legale Advantia Law Group, ha rivelato di aver raggiunto un accordo extra giudiziale con Apple per l'assegnazione del brevetto da lui scritto nel 1996 per conto dell'inventore David Contois, che in realtà non ha mai mostrato particolare interesse nel brevetto.

Il brevetto # 5.864.868 definito "multi-miliardario" appartiene ad Apple dallo scorso settembre ma è Starkweather a rivelare solo in queste ore di aver contribuito alla chiusura della controversia nata nel giugno del 2005, quando Contois si era accorto di troppe similitudini con iTunes.

Nel brevetto originale Contois aveva pensato d'installare nelle camere di alcuni alberghi speciali tastiere musicali (vendute dall'azienda di famiglia, nel Vermont) collegate a server remoti, dai quali i clienti potevano scaricare le canzoni da suonare. L'abile avvocato aveva scorporato tre separate tipologie d'utilizzo: archiviazione remota di musica, selezione della musica da scaricare e lettura di musica su un apparecchio.

Più generalmente il brevetto identifica una tecnologia che permette il download di contenuti multimediali da un server remoto e poi può farli leggere ad un dispositivo portatile, riversandoli nella sua memoria. Ciò che fa proprio iTunes con l'iTunes Store da un lato e l‘iPod dall’altro, tramite un'interfaccia molto simile a quella depositata da Contois.

Il costo dell'operazione, che va a sedare la controversia, non è stato reso noto. Si tratta molto probabilmente di cifre alte, se è vero che ora Apple non solo legittima completamente iTunes ma ha il potere di rivalersi con praticamente qualunque altro jukebox presente in rete e che si basa sullo stesso concetto. Da Yahoo! a Real, da Napster a Microsoft.

Contois sosteneva di aver mostrato (esattamente come nel caso Creative) al Comdex del 1995 e al NAMM del 1996 la soluzione ad alcune aziende, tra le quali Apple.



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